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Vale la penna

Arrivano, se li chiami.

È arrivato il giorno dopo, e francamente, non lo aspettavo così presto. A dirla tutta, non lo aspettavo affatto. Così stanca di parare i colpi che arrivano da ogni parte , di una violenza inaudita, fondamentalisti di qua, complottisti di là, esoterici, materialisti, spiritualisti, esistenzialisti, uffa.

Mi sono chiusa in un mutismo mentale che ho avuto paura di me stessa, per quanto muta sia diventata. Contestualmente il cervello ha cominciato a tessere trame sconosciute, e come un circuito elettrico impazzito, sono sprofondata nel border line di quelli pesanti, al limite del travalicamento della line, appunto.

Ti rimbocchi le maniche e nel fintume quotidiano ti immergi, sollevando gli angoli della bocca, cacciando fuori sorrisi, ti aiuti con un po’ di trucco e gli altri ti trovano pure bella, sana e in forma. Dentro, sei devastata, perché nella dinamica dell’up and down, il down è terribile, e il giorno che ti prende credi di morire. Ma poi arriva, non capisci subito chi è, perché non lo stai aspettando. Ha una caratteristica unica, tuttavia, che ora ho imparato a riconoscere: sorride, e il sorriso non è finto. Dietro c’è un’anima in lotta costante con gli attacchi continui, ma anche una pace e una sicurezza interiori nati dal coraggio innato, e da una luce di cui non saprei definire la provenienza.

Non l’hai mai visto prima, ma gli parli come se fosse tuo padre, il confessore, l’amico di sempre, lo psicanalista. Bastano due frasi in codice, che devi essere bravo a decodificare all’istante, ma sono allenata, grazie al Cielo, e quello lì ti risistema, ti resetta

, ti riallinea, come posso dire, ti restituisce qualcosa che credevi avere perso…la bussola? Boh. Poi si dilegua, ma sai da subito che tornerà quando ne avrai bisogno. Magari non lui, un altro, un’altra, chissà. Se li chiami, arrivano.

p.s: è una storia vera, fresca, di ieri, me possino cecàmme.

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