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Ne vale la penna

morire di prudenza

La nostra società moderna dà un grande valore alla vita biologica. Molto meno alla vita. Alla vita e basta, quella vera.

Esistono molti tipi di vita.

Difendere il solo respiro non è difendere la vita.

Mangiare senza convivialità è mangiare per respirare, non per vivere.

Fare ginnastica da soli è stare in forma per respirare, non per vivere.

Andare a scuola attraverso un video è avere informazioni, non vivere conoscendo.

Non nutrire lo spirito è respirare, non vivere.

Non nutrire la cultura è respirare, non vivere.

Non viaggiare è respirare, non vivere.

Non riesco più a mangiare, perché non riesco a fare la spesa. Tutti composti, tutti distanti, tutti uguali in una fila per il pane di staliniana memoria.

Stiamo vivendo? No, stiamo respirando e le due cose sono molto diverse.

Una volta ho fatto dire ad un personaggio di un mio libro “Di follia si vive, di prudenza, invece, si muore”.

Se mangio qualcosa e bevo acqua, inevitabilmente respiro e il mio cuore batte.

E’ vita il respiro ed il battito de cuore?  Sì, ma è vita biologica.

Posso volontariamente muovermi, parlare, riprodurmi.

E’ vita muoversi, parlare e riprodursi? Sì, ma è vita istintiva.

Posso allenare la mia intelligenza, pensare, inventare e creare.

E’ vita pensare, inventare, creare? Sì, ma è vita intellettuale.

Posso trascendere da me stesso.

E’ vita trascendere da se stessi? Sì, ma è vita spirituale.

Ma un uomo cosa è? Una di queste cose o tutte queste cose?

Esistere cos'è? Una di queste cose o tutte queste cose?

Non c’è nessuna, nessuna grande cosa che abbiano fatto gli uomini che non abbia implicato l’abbandonare la prudenza. Nessuna bellezza si può produrre senza rischiare mai nulla.

La cultura della 'prevenzione a qualunque costo' ci ha portato negli ultimi trent'anni a costruire una società morta. Si preferisce così intensamente preservare la vita biologica, che abbiamo smesso di vivere. Ecco allora un pullulare di moduli, liste da spuntare, regole da seguire. Tutti presi a respirare, abbiamo scordato che per vivere bisogna farsi male e, talvolta, morire.

Qualcuno, leggendo, sta già pensando “Non si può avere una vita spirituale, intellettuale, istintiva, se non respiro e se il mio cuore non batte, quindi la vita biologica è il bene primario”.

Per fortuna c’è anche qualcuno che prudente non è. Andare a fare il volontario in prima linea, ad esempio, che non è per niente prudente. Però chi lo fa, non respira solo, vive.

Medio stat virtus. C'è una prudenza saggia e una mortale. Rischiare inutilmente è stupido, ma anche non vivere per non rischiare è stupido.

Vale sempre. Vale anche oggi.

Forse moriremo per un virus, ma certamente moriremo di prudenza.


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