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Ne vale la penna

TRE INDIZI FANNO UNA PROVA?

A questa domanda, da avvocato, dovrei rispondere ovviamente di no. Da scrittore, invece, ho la libertà di citare Agatha Christie: "Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova".


Nel mio precedente post, Di sfingi e scimpanzé, esprimevo il dubbio che, nei millenni che ci hanno preceduto, le cose non siano andate esattamente come ce le hanno raccontate e formulavo alcune domande. Retoriche? Non lo so. Quello che, però, so con certezza è che, in poco più di tre mesi, senza neanche nessun particolare sforzo di ricerca, mi sono balzate agli occhi ben tre possibili risposte.


La prima è contenuta in un articolo del 10 dicembre 2020, tratto dal sito del quotidiano laRepubblica, dal titolo molto esplicito: Israele, ex capo della difesa spaziale: "Gli extraterrestri esistono. E Trump lo sa." L'autorevole giornale si premura di sottolineare che "l'esternazione ha immediatamente generato sui social commenti e barzellette". Come a dire che non può darsi troppo credito a un vecchietto di 87 anni ormai in pensione e, magari, un po' annebbiato dall'età. Peccato, però, che quel faceto anziano signore sia stato il capo del programma di sicurezza spaziale dello Stato ebraico dal 1981 al 2010. In ogni caso, possiamo senz'altro classificare questa bizzarra dichiarazione nella prima categoria formulata da Agatha Christie: un indizio è un indizio.


Qualche settimana dopo appare nel sito Business Insider Italia, non un covo di teorici del complotto, un sorprendente articolo datato 8 febbraio 2021 e corredato da un video, dal titolo molto simile al precedente: "Gli alieni esistono, e ci hanno fatto visita nel 2017": la teoria dell'astronomo israeliano Avi Loeb. Prima coincidenza: la dichiarazione di un astronomo israeliano segue quella di un generale in pensione del medesimo Paese. Lo scienziato, però, non è decrepito: ha 58 anni, è uno stimato fisico ed è stato presidente del Dipartimento di Astronomia di Harvard, nonché collaboratore del compianto professor Stephen Hawking. Per inciso: la dichiarazione dell'astronomo si riferiva al passaggio nel Sistema Solare, avvenuto nell'ottobre del 2017, di uno stranissimo asteroide, dall'impronunciabile nome di Oumuamua, che ha sfiorato la Terra a una velocità inaudita. Secondo l'astrofisico la velocità raggiunta dall'oggetto rendeva impossibile che fosse un asteroide ma, al contrario, lo identificava come un esempio di tecnologia aliena, che utilizzava la luce come metodo di propulsione. Ma ovviamente due indizi sono una coincidenza.


Infine, oggi 12 febbraio 2021, leggo, sempre sul prestigioso sito del giornale laRepubblica, un articolo a cura di Serena Console, anche questo corredato da un video, relativo a un tema solo apparentemente lontano da quelli sopra citati: Alaska, scoperte perle veneziane: sono arrivate in America prima di Colombo. I manufatti in vetro di Murano, trovati nello Stato nordamericano, sono stati datati con la tecnica del radiocarbonio tra il 1440 e il 1480, vale a dire alcune decine di anni prima del fatidico viaggio dell'ammiraglio genovese. Le perle sarebbero giunte in Alaska passando per la Via della Seta e poi per lo Stretto di Bering. L'importante scoperta è stata effettuata dagli archeologi accademici Mike Kunz e Robin Mills, non da ricercatori alternativi. Sono quindi leciti i dubbi sull'esattezza delle ricostruzioni ufficiali della storia umana?


Questi esempi si possono definire tre semplici indizi che non dimostrano nulla? Oppure qualcuno di essi può essere definito una "pistola fumante", espressione piuttosto brutta usata per significare un'evidenza incontrovertibile? Soprattutto, tre indizi fanno una prova o no?

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