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Ne vale la penna

MISOBIBLìA: poste



Il rapporto delle Poste Italiane con i libri è davvero curioso. Mentre ogni servizio aumenta e crea mille e mille problemi, dei libri gliene frega talmente poco che il "Piego di Libri" rimane immutato da tempo immemore (per fortuna!).

Se voglio spedire un pacco di grandi dimensioni, è facile che mi si chieda di specificare esattamente il contenuto: ho assistito a scene imbarazzanti alla Posta, con persone che magari spedivano cose che non volevano pubblicizzare. Quando mi presento con un enorme pacco che a malapena riesco a tenere con due mani, se c’è scritto Piego di Libri… nessuno chiede niente. Credo sia l’unico caso in cui la misobiblìa (“odio per i libri”) è un vantaggio.

Una spedizione ordinaria può scomparire, per mano del postino o del tuo vicino di casa che allunga le mani: da quasi dieci anni ricevo libri per posta e nessuno li ha mai fatti sparire. Addirittura una volta ho trovato il pacco aperto: il curioso dalle mani lunghe, resosi conto che erano libri, ha lasciato tutto lì, scandalizzato.

La storia che voglio raccontarvi, però, è un’altra. Quando spedite un pacco, il commesso allo sportello postale lo infila in una grande scatola che contiene gli altri pacchi da spedire. Non so come funziona nelle altre sedi, ma l’ufficio postale sotto casa mia tiene questi scatoloni ai piedi dei commessi, quindi avviene questa scena incresciosa: accettato il pacco e svoltosi il pagamento, il commesso prende il mio pacco e lo getta nella scatola ai suoi piedi con una violenza inaudita, come a dire “Sta monnezza la butto qui”. La prima volta che mi è capitato ho avuto un sussulto. “Ma… l’ha buttato giù così forte?” ho chiesto balbettando. L’impiegata – peraltro persona squisita e gentilissima – mi guarda senza capire, e con un’innocenza fanciullesca mi risponde: “Sono libri, no?”

Ripeto, l’impiegata in questione la conosco da molti anni ed è tutt’altro che la solita ottusa che ci fa imbufalire agli sportelli: è una persona intelligente e molto disponibile… per questo è ancora più sorprendente che trovi normale sbattere per terra violentemente dei libri, rovinando le coste delicate. (Per fortuna spedisco sempre con buste imbottite.)

La naturalezza della sua risposta testimonia come anche una brava persona, che magari si lamenta per il digitale perché "vuoi mettere l’odore della carta?", possa considerare talmente poco i libri da trovare assolutamente giusto sbatterli per terra con la rincorsa. Qualsiasi, QUALSIASI altro oggetto spedito avrebbe ricevuto maggiori cure: trattandosi di spazzatura, cioè di libri, tutto è giustificato…

Lucius

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