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Ne vale la penna

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QUESTA STORIA DEVE FINIRE


Sì, deve finire. Non troverete nessuno dei nostri libri su Amazon, Mondadori, Feltrinelli, Libreria Universitaria, IBS e su ogni altro grande store di libri, se non a determinate condizioni (per le quali potete leggere il punto quattro del Manifesto dello ZenZerismo).

Per poter capire i motivi, prima dovete partecipare ad un piccolo test.

IPOTESI:

Mettiamo che abbiate lavorato anni per disegnare un bellissimo gioiello, e che finalmente siate riusciti a produrne una quantità limitata insieme al vostro migliore amico. Poiché ne avete un certo numero, decidete di venderne qualcuno ad amici parenti e conoscenti, per poter coprire i costi e continuare la vostra attività. Fissate il prezzo a 20 euro, dovendo coprire le spese del materiale e traendone un piccolo guadagno.

Questo è l'antefatto. Ora fate il test:


1) Nel supermercato sotto casa trovate un annuncio con le foto dei vostri gioielli, quelli che avete realizzato con tanto amore e tanta cura impiegando anni della vostra vita, che si vendono insieme alla bigiotteria di vario genere e per di più ad un prezzo scontato.


A) Vi viene un attacco di nervi e partite indignati e armati di bazooka per chiedere al direttore come si è permesso.

B) Vi precipitate dal direttore a leccargli i piedi e a dichiararvi suo schiavo a vita.


2) Il supermercato vi contatta per comunicarvi che ha venduto a due vostri parenti due gioielli a 17 euro l'uno, che dovete portarglieli lì a vostre spese e per questo vuole da voi 10 euro. Pure... Ipotizzando che per portargli i vostri lavoro spendiate 4 euro, i vostri 20 euro di compenso (compenso?) li avrete "dopo 90 giorni dal mese successivo a quello della fattura" - che intanto dovete emettere.


A) Fate due conti per vedere se il ricavo copre le spese e vi permette di acquistare materiale per altro gioielli, dopodiché siccome la risposta è negativa depennate i parenti da tutto il depennabile, compreso facebook twitter e compagnia bella, bollandoli come Giuda che vi ha venduto per tre miseri euro.

B) Vi precipitate a leccare i piedi del direttore del supermercato, vi dichiarate schiavi dei parenti tanto per non essere monotoni col direttore, ed eseguite alla lettera le direttive del... padrone.


RISULTATO:

Se avete totalizzato due risposte B), chiudete subito questa pagina e dirigetevi altrove per fare qualunque altra cosa. È evidente che siamo incompatibili.

Se avete totalizzato una risposta A) e una B), continuate la lettura e magari poi provate a rifare il test.

Se avete totalizzato due risposte B) potete pure smettere di leggere, sapete già tutto e a questo punto capirete anche che se avete bisogno di uno sconto potete chiederlo direttamente a noi.


Quindi ora mi rivolgo alle risposte miste A) e B).

Sospetto che avreste qualche parola da dire al responsabile del supermercato almeno per chiedergli come si è permesso di attribuire un valore arbitrario a qualcosa di vostro senza nemmeno sapere quanto a voi sia costato. Inoltre, considerate che agli amici la notizia l'avete data voi, quindi perché mai dovreste pagare qualcuno che non si è dato minimamente da fare?

Ebbene, una casa editrice neonata e sconosciuta funziona più o meno allo stesso modo: quando si assegna l'ISBN ad un libro, si finisce automaticamente sul catalogo dei libri italiani, che lo si voglia o meno. Da qui, gli algoritmi degli store online pescano i titoli nuovi, con tanto di informazioni e sinossi predisposte ed inserite dalla casa editrice (ecco perché sono tutte uguali mentre l'unica diversa è sul sito della casa editrice) e li mettono a disposizione già scontati e specificando pure i tempi di spedizione e consegna.

Tutto senza nemmeno avvisare l'editore.

Capirete bene da soli che il libro di un autore esordiente pubblicato da una casa editrice neonata verrà acquistato, inizialmente, da chi già ha cognizione dell'uscita del libro. Perché glielo ha detto l'autore stesso o l'editore, perché se invece dovesse trovarlo per caso avrebbe una probabilità su svariate centinaia di migliaia di trovare proprio quello. Quindi al danno si aggiunge la beffa, perché a fronte di un autore che impiega anche anni a scrivere un libro e di un editore che si impegna economicamente e personalmente per pubblicarlo risulta un guadagno tutto a favore di chi non fa nulla, se non pescare informazioni a caso dal web.

Cosa cambia, poi, nel fare click sul megastore e pagare con paypal o carta di credito, o fare click sul sito della casa editrice e pagare con paypal o carta di credito?

Non lo so, ditemelo voi... ma se volete dirmi che siete già iscritti, che vi è più comodo e meno faticoso, che le spese di spedizione sono inferiori, che siete abituati così, che tutto si vende lì etc etc, penserò che non siate veri lettori e che non acquistiate libri. Perché se voi leggeste davvero avreste maggiore elasticità mentale e vi chiedereste se le abitudini di una vita ogni tanto non vadano cambiate, se non altro per evitare l'ammuffimento del cervello, o se le spese di spedizione che per voi sono gratis in realtà qualcuno le paga, e quel qualcuno è il vostro amico scrittore anche se voi non lo sapete.

Ora io personalmente non ho nulla contro Amazon, che ha tutta la mia stima. Qualcosa ho contro un altro store online in particolare che dopo aver venduto due o tre libri ha omesso di pagarli all'editore e ha ignorato bellamente i vari solleciti. Tanto non è che posso mettermi a far causa per trenta, quaranta euro; voi che dite?

Quindi di certo capirete che se il supermercato vende i vostri gioielli e a voi non dà nulla, non gli darete più nulla da vendere e la volta dopo gli risponderete nisba, niet, nada. O sbaglio? E a questo punto non pretenderete che io dia i libri al "mio" supermercato non pagante solo per far stare comodi voi.

Il problema è che il lettore ignora assolutamente ciò che sta dietro le quinte della filiera editoriale. Al di qua dello schermo si vede solo una bella vetrina sulla quale fare click e ottenere senza muovere un passo tutto ciò che si vuole. Addirittura senza spese di spedizione!

Senza chiedersi mai chi è che paga al posto del lettore per questa straordinaria comodità.

Perché se abbiamo capito chi è che ci guadagna, dobbiamo sapere che a pagare sono gli scrittori che ricevono compensi miserandi, le case editrici che chiudono entro l'anno non potendo rientrare nelle spese, le librerie che non hanno più clienti con le gambe funzionanti.

E aggiungo: i trasportatori che fanno orari di lavoro massacranti per consegnarci i nostri pacchetti in 24 ore - ma mi chiedo perché non in dodici o in sei, magari sono disposti a morire di fatica; i dipendenti dei colossi della distribuzione libraria che lavorano in condizioni disumane... e qui spero che non siate tra quelli che hanno protestato su internet con la mano destra contro le condizioni di lavoro degli addetti mentre con la sinistra facevano acquisti con invio prioritario a Natale e Ferragosto.

Tutti questi ci rimettono e devono accontentarsi delle briciole, seppure ci sono, perché la priorità - imposta dalla mano inconsapevole del lettore che fa click lì e non qui - è sostenere lo strapotere ingiustificabile del megastore.

Vi faccio due conti della serva. Le percentuali degli autori esordienti vanno dal 4 al 12% del prezzo di copertina iva esclusa. Vuol dire che su 10 euro ricevono dai quattro centesimi a un euro e venti. Per anni di fatica creativa. Vorrei però indagare cosa va al distributore senza che muova un dito: dal 30 al 40% di sconto sul prezzo di copertina, che su 10 euro sono dai tre ai quattro euro; la bella figura di quello che procura tutto e ha tutto, che spedisce gratis (ma gratis per chi?) e che è "meglio" della piccola insignificante casa editrice.

Adesso, se vi sembra giusto che a guadagnare su un libro non sia chi l'ha scritto ma chi... boh, allora non ho altro da dirvi. Se siete bravi con i conteggi, però, vi invito a calcolare il profitto dell'editore, perché gli elementi li avete tutti.

Comunque, per tagliare la testa al toro, noi siamo una casa editrice etica, abbiamo molto rispetto prima di tutto di noi stessi, degli autori e del lavoro in generale. Scegliamo di dividere i profitti della vendita del libro (quindi i ricavi depurati dei costi) solo con chi realmente collabora alla realizzazione del libro, non con chi nulla fa.

Diverso sarebbe se uno store online ci mettesse in vetrina promuovendo i libri come novità, è chiaro che in quel caso saremmo lietissimi di compensare uno sforzo collaborativo, così come non battiamo ciglio nel pagare tipografie e professionalità; ma siccome ciò non accade e ci si limita ad acquisire automaticamente le nostre informazioni e pretendere sconti assurdi e condizioni allucinanti che favoriscono loro ma lasciano noi in rosso, ecco che la scelta è la seguente: noi non vendiamo libri se non tramite chi ci fa un'offerta che possiamo negoziare in maniera conveniente per tutti e che accettiamo esplicitamente prima che i libri siano venduti.

Aggiungiamo a tutto ciò che il libro non è un oggetto qualunque: non arreda, non veste, non si esibisce, ma arricchisce. Per questo, negoziarne il prezzo con un interlocutore che non ne conosca l'origine e il percorso è un grave peccato di ignoranza. Spulciare il web alla ricerca di uno sconto di due euro è un po' da miserandi, a meno che di quello sconto non abbiate realmente bisogno, e in tal caso basta scrivere a noi, che se siete lettori non possiamo che venirvi incontro.

Infine, i lettori sappiano che, sebbene la legge consente la vendita di cosa altrui, è anche vero che impone al venditore, una volta che la vendita è conclusa, di procurare il bene venduto. Altrimenti è inadempiente e deve quanto meno un risarcimento all'acquirente.

Quindi ad essere presi in giro siete prima di tutto voi lettori, trattati come elementi accessori e supini della vendita del prodotto libro. E sono gli editori a salvarvi dall'umiliazione tenendovi nell'ignoranza del vostro stato, almeno finché si dà per scontato che uno scrittore sbavi dal desiderio di comparire su Amazon, Feltrinelli & Co. e che un editore sia lieto di fare a questi da zerbino.

Ma questo editore non ha tali aspirazioni, grazie mille per la gentile offerta ma... no. Morrò pecora nera.

Se siete amici e conoscenti degli scrittori, non potete non capire che assecondando le politiche di strapotere dei megastore non fate che danneggiare i vostri amici autori; se siete lettori "veri" l'avete già capito. Degli altri, non mi preoccupo.

L'Editore


#nomonopolio #nobookstore


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